Con l’apertura del parcheggio Pettiti, avvenuta venerdì scorso, alla presenza del sindaco Roberto Falcone, diventa imprescindibile monitorare affinché questa area restituita alla città sia funzionale e realmente utilizzata. Per evitare che l’investimento fatto si perda. “Riaprire il Pettiti – ha duchiarato il sindaco in occasione dell’inaugurazione – non è solo un “ennesimo taglio del nastro”, come lo ha definito qualcuno, dev’essere utilizzato e frequentato, ha bisogno di tutti i cittadini di Venaria affinché l’abbandono e l’incuria del passato non si ripetano. Anche per questo motivo, per evitare tali errori e favorire al contempo la fruibilità, abbiamo lasciato che i posti sotterranei valgano come zona blu, senza costi aggiuntivi e che tutte  le vetture  elettriche  in questa città non paghino la sosta  su tutto il territorio comunale.

Per l’inaugurazione abbiamo deciso di  far scendere nel parcheggio Pettiti un’auto elettrica, per dare un segnale nella direzione della  sostenibilità ambientale”. Il punto nodale, infatti, dopo il denaro pubblico speso per recuperare il parcheggio, riuscire a garantire un equilibrio tra la copertura dei costi gestionali e l’incentivo all’utilizzo da parte degli utenti.

Giuseppe Luigi Morandi, l’amministratore di Gesin, ha illustrato “A portare a termine i lavoriè stata la Cooperativa Limina,  vincitrice  della gara  d’appalto, per l’importo al netto del ribasso di  € 100.405,66 compresi gli oneri per la sicurezza. Il parcheggio interrato aprirá alle 7 e chiuderà alle 21. Il costo orario per la sosta  del  veicolo  sarà di  60 centesimi.

“Voglio ricordare ha concluso l’ad di Gesin – a tutti i fruitori che, per recuperare l’autovettura dopo le ore 21 all’interno del parcheggio, sarà a disposizione un servizio a chiamata  gestito  dalla Telecontrol  Vigilanza S.p.a., al costo di 25 euro. Il parcheggio Pettiti è composto da 120  piazzole per la sosta delle auto  ed è videosorvegliato  da  15 telecamere per  la  sicurezza  degli  utenti”. Va da sè, è risaputo, che il cittadino mostra sempre una certa diffidenza nell’utiluzzare parcheggi interrati. Importante, quindi, sarà lavorare molto sulla leva degli incentivi. Lavorare per costruire convenzioni economicamente più vantaggiose con operatori commerciali, aziende ed uffici che hanno sede nella zona, o con gli stessi residenti sprovvisti di box o posti auto pertinenziali. O ancora, un ottimizzazione dell’orario di fruizione. Tutte opzioni, da vagliare, che potrebbero aumentare le probabilità che il parcheggio diventi a tutti gli effetti un servizio dato alla città.