Concludendo la conferenza stampa, indetta la settimana scorsa, il presidente Domenico Mallardo e l’avvocato Giuseppe Spaolonzi (presidente onorario) avevano chiesto pubblicamente un incontro con l’Amministrazione venariese per discutere e trovare una soluzione per evitare che la Federazione non omologhi i campi del Don Mosso. Impedendo di fatto lo svolgimento delle partite di campionato. Ad oggi quell’accorato grido di allarme, quella richiesta di aiuto è caduta nel vuoto. Nessun incontro fissato. Nessun confronto, nessun contatto tra lo stupore e la sempre più grande amarezza del presidente Domenico Mallardo: “Assolutamente nessuno dal Comune ci ha chiamato. il tempo passa inesorabilmente. Peccato…”. E davvero deluso Mallardo, ma non getta la spugna: “E come potrei farlo”, quasi si inalbera e poi riparte: “Abbiamo nuovamente scritto, ma non ci sono risposte. Sono esterrefatto, ed è tutto aberrante ciò che sta capitando. Alla FIGC basterebbe presentare un progetto e la volontà di procedere con l’investimento per ottenere la deroga per il prossimo campionato. I lavori, così, potrebbero iniziare a giugno 2020”.
È davvero sconfortato Mallardo: “Non so che altro aggiungere, perché sono veramente deluso in quanto tutto quello costruito e programmato potrebbe andare in fumo. Il Comune si prenderà la responsabilità giuridica, morale e amministrativa di quello che sta succedendo. Noi andremo avanti e non chiuderemo. Abbiamo 525 soci ordinari che ce lo chiedono. Per questa nostra passione per il nostro amore per il Venaria Calcio e soprattutto per rispetto nei confronti dei sacrifici che abbiamo sostenuto, non possiamo permettere a nessuno di cancellarci”.

Mallardo, già durante la conferenza stampa, aveva ricordato al sindaco Roberto Falcone ed ai suoi assessori che era già passato molto tempo senza ricevere risposte concrete, infatti “Se entro il 30 giugno non verranno rifatti i campi in erba sintetica del “Don Mosso”, la società verdearancio non potrà più disputare a Venaria le proprie gare ufficiali di campionato. “Sono 5 anni –  che la Federazione Calcio ci concede deroghe per disputare le gare ufficiali di campionato presso la struttura comunale di Venaria, benché non in regola con le normative FIGC: i campi non sono più omologabili, occorrerebbe rifare il manto in erba sintetica con le nuove disposizioni vigenti. Negli ultimi due anni abbiamo inviato 12 Pec e 52 mail all’amministrazione ed ai vari uffici, senza mai ottenere alcuna risposta. Abbiamo trasmesso al sindaco Roberto Falcone e ai suoi assessori dei preventivi per far rifare i campi in erba sintetica e dei progetti per la realizzazione del palazzetto dello sport all’interno della struttura del Don Mosso, ma ad oggi non abbiamo avuto risposta alle nostre richieste. Voglio precisare che paghiamo tutte le utenze al 50,1%, facendoci anche carico della manutenzione ordinaria della struttura. Anche altre società sono nelle nostre condizioni, ma noi abbiamo avuto il coraggio di denunciare e portare a conoscenza dell’opinione pubblica una situazione inconcepibile come questa. Il rischio è che a rimetterci saranno i 400 atleti tesserati del Venaria Calcio”

 

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