Il parroco: “Bisogna stare accanto a papà Alessandro

Anche il cielo versa le sue lacrime e bagna i volti di una folla commossa raccolta in preghiera stamane nella chiesa del Santo Volto di Torino, in via Val della Torre. Raccolti per stringersi forte a papà Alessandro, alla zia Sara e ai nonni. E soprattuto per dare k’ultimo saluto a Bea. La bimba di 8 anni, affetta da una malattia rarissima che, mercoledí scorso, nel giorno di San Valentino, è volata in cielo.
L’omelia di don Mauro Giorda colpisce i cuori e manda un appello alle coscienze di tutti: “Bea, la sua storia, ci ha insegnato una cosa importante: bisogna fare gioco di squadra. Cosa avrebbe potuto fare Bea da sola, e sua mamma Stefania da sola? Invece questo bel nucleo formato dal papá Alessandro, nei confronti del quale va il nostro affetto in questo momento e soprattutto la nostra preghiera, perché è rimasto solo e bisogna stargli accanto, seenza la solidarietà dei nonni, dei parenti tutti, cosa sarebbe stato della loro vicenda?” E continua don Mauro: “Non così tanti avrebbero potuto trarne insegnamento. La loro vita ci ha lasciato degli insegnamenti profondi che ognuno di noi avrà fatto vivere nei propri cuori”. Anche in un giorno di dolore come questo deve primeggiare la fede: “Il cuore – racconta in modo accorato don Mauro – sa che dopo ogni tramonto c’è sempre un’alba nuova. Adesso la nostra piccola Beatrice è stata destinata a questa nuova alba di questo giorno nuovo che è un giorno finalmente senza tramonto e senza più fine”. Bea e sua mamma hanno donato tanto a tutti noi: “Questo è quello che vogliamo testimoniare oggi qui in tanti, – chiude la sua omelia don Mauro -sapendo che la nostra vita se vissuta e spesa bene ha un significato che va ben al di lá di quello che noi possiamo vedere qui su questa terra. E così certamente è stato per la vita di Bea e per la sua mamma Stefania”.