Qualcuno la definirebbe una scelta azzardata. Altri ancora invece le consiglierebbero di scappare dall’Italia. Per noi, invece, la sua è stata una scelta coraggiosa, le siamo grati e l’abbiamo incontrata per dirglielo.

Perché in un momento così difficile per l’Italia, in cui i nostri migliori ricercatori scappano e vanno a lavorare all’estero, c’è chi invece ha deciso di restare.

Ed è il caso di Miriam Martini, splendida e brillante donna, ricercatrice scientifica italiana nata a Torino nel 1980, ma  cresciuta a Venaria, laureata in Biotecnologie Mediche con dottorato in Scienze e Tecnologie Cellulari all’Università degli Studi di Torino.

“Molti colleghi  – inizia a raccontare Miriam – hanno scelto di andarsene in paesi in cui la disponibilità finanziaria, dedicata alla ricerca,  è maggiore rispetto a quella italiana, la mia scelta è di lavorare nel mio Paese e dare il mio contributo”.

Quando le persone, come lei, si spendono per la ricerca e decidono di restare in Italia, meritano il giusto riconoscimento.

Attualmente lavora al Centro di Biotecnologie Molecolari di Torino, attivo dal settembre del 2006, che propone un approccio multidisciplinare alla ricerca biomedica, mediante la collaborazione tra ricercatori aventi differenti background scientifici.

Il Centro è attivamente coinvolto nella ricerca Biotecnologica nel campo delle scienze mediche, con specifici focus rivolti allo studio dei  meccanismi molecolari esistenti alla base dei processi fisiopatologici ed aventi un notevole impatto sulla salute umana, come ad esempio le patologie cardiovascolari, l’infiammazione, il cancro e la biologia delle cellule staminali.

Gli obiettivi della ricerca sono rivolti principalmente allo sviluppo delle più avanzate tecnologie di Imaging Molecolare, all’analisi bioinformatica e alla generazione di modelli animali.

L’MBC ospita:

– Il Centro per l’Imaging Molecolare;

– il Centro per il Trasferimento Genico;

– Il Centro per la produzione e la ricombinazione di proteine e anticorpi;

 – Il Centro per la Bioinformatica;

– Il Stem Cell Center (dedicato alle applicazioni cliniche).

Infine all’ interno del Centro si svolgono anche attività volte al trasferimento Tecnologico necessario a creare importanti sinergie tra il mondo della ricerca accademica e le principali aziende operanti nel settore delle Biotecnologie.

Il centro offre laboratori, il know-how scientifico e la conoscenza  per lo sviluppo di brevetti e per la promozione di interazioni con le aziende.

Attualmente Miriam Martini si sta dedicando ad un progetto riguardante il tumore al seno: “Abbiamo scoperto che l’assenza di una proteina, la PI3KC2A, rendeva alcuni tipi di tumori più responsivi alla chemioterapia. Se tutto questo venisse validato in una casistica più ampia, potrebbe permettere una migliore selezione delle pazienti che devono subire o meno la chemioterapia, in modo da massimizzare gli effetti positivi e ridurre quelli collaterali”.