La festa di S. Giuseppe a Venaria alimenta le tradizioni. Giunti già alla decima edizione grazie all’impegno di Nicolò Reina e di tanti amici che come lui hanno voluto far riemergere sentimenti legati all’infanzia. Non solo devozione religiosa, ma anche valori come la famiglia, lo stare insieme, l’unicità di condividere il tempo. Ed uno degli appuntamenti più semplici, ma speciali di questi festeggiamenti è senz’altro la preparazione del pane di S. Giuseppe. In tanti, anche quest’anno, si sono dati appuntamento presso il forno della panetteria La Greca in strada Druento. E grazie alla loro grande disponibilità, alla lo età o generosità che queste tradizioni possono riaffiorare prepotentemente qui nella città della Reggia. Uomini, donne e bambini. Parenti, ‘paesani’, semplici conoscenti. Amici. Insieme hanno trascorso diverse ore per impastare e preparare il pane del Santo. Tra sorrisi, dedizione, spensieratezza e passione, ancora una volta diverse generazioni hanno condiviso ricordi, aneddoti. Hanno alimentato l’essenza di una festa che si porta con sè pezzi di storia. Vecchi che passano il testimone a giovani. Nonni che raccontano ai nipoti. Lì, dentro quel forno, si miscelano stati d’animo, emozioni: gioie e sofferenze della vita. Attraverso la lavorazione di quell’impasto si dà forma ad una speranza: la preghiera di un mondo che sappia voler bene, che abbia più rispetto di persone e cose che stanno intorno a noi. Li osservi mentre realizzano disegni e tutti diventano un pò artisti panificatori. Dalle loro mani nascono, via via, il bastone di S. Giuseppe, il pane della Vergine Maria e quello di Gesù Bambino.