La passione e la gioia di tirare un calcio al pallone potrebbe interrompersi per oltre 400 ragazzi. Il Venaria Calcio, infatti, rischia seriamente di rimanere senza campi dove poter giocare. Se l’ente proprietario dell’impianto Don Mosso di via S. Marchese, il Comune, non si attiverà per programmare il rifacimento dei due campi sintetici, la Federazione Italiana Gioco Calcio revocherà definitivamente l’omologa e quindi il concessionario, il Venaria Calcio, non potrà più utilizzare la struttura per disputare le partite ufficiali di ogni campionato. Scadenza dell’ultima proroga rilasciata al Comune il prossimo 30 giugno. Meno di 6 mesi per reperire risorse per la definizione di una progettazione di rifacimento che possa convincere la ‘Federazione’ a concedere almeno l’ennesima proroga. Il ‘bubbone’, però, sta per scoppiare. Il grido disperato, anche rabbioso, lo lancia Domenico Mallardo, presidente dell’associazione sportiva dilettantistica che può contare su circa 500 tesserati tra giocatori, mister e istruttori.

“La realtà dei fatti supera l’immaginazione – scrive Mallardo, in una lettera trasmessa al sindaco Falcone e agli assessori Castagno e D’Afflitto – Fa male al cuore pensare che una realtà come la nostra, creata con la passione, con il lavoro e con il tempo di volontari, capaci ed impegnati, possa terminare a giugno 2019, oltretutto per responsabilità non proprie. Ma questa tragica possibilità, purtroppo, esiste”.

È addolorato il presidente Mallardo per come si sono susseguiti gli eventi, per come sono stati gestiti e concepiti i rapporti con l’amministrazione. E non usa giri di parole per rappresentare tutto il suo malcontento: “Non voglio rinvangare – attacca – i quintali di e-mail  inviate al Comune, all’Assessorato allo sport, all’Ufficio Patrimonio, all’Ufficio tecnico, al  Sindaco ed ad ogni altra autorità preposta: tutte sono rimaste senza riscontro, o  comunque con qualche risposta evasiva, ìntrlocutoria e volta a “scaricare” ogni tipo di impegno su altri uffici. Oggi, per l’ultima volta, voglio ricordare, gridandolo, che al 30 giugno 2019 scadrà il periodo di deroga per l’utilizzo dei campi sintetici su cui gioca il Venaria e su cui svolge allenamenti, tornei e campionati”.

Sviscera concetti duri il presidente del Venaria Calcio puntando il dito soprattutto sul bando di concessione dell’impianto redatto dal Comune: “Non vorrei neppure andare a riprendere un certo tipo di comportamento, inqualificabile, che ha portato il Comune di Venaria Reale a indire un bando per l’assegnazione del 50% del complesso Don Mosso, assegnato al Venaria calcio nel Febbraio 2017 (bando ad Agosto 2016); quando fin dal novembre 2014, il Comune stesso ben sapeva, per averne ricevuto apposita comunicazione dalla Lega e dalla FIGC, che l’omologa dei campi era scaduta”.

Un fiume in piena che descrive il proprio punto di vista su questa ennesima incresciosa vicenda che interessa e scuote la città di Venaria: “Il bando – sottolinea Mallardo arrivando a parlare di “irregolarità” e “malafede” – è stato indetto non per due campi di calcio in sintetico, bensì, essendo scaduta l’omologa, per due pezzi di terreno ricoperti da un manto sintetico. E nulla viene citato sul contratto di concessione. Un fatto grave: è stato indetto un bando, ben sapendo di non poterlo fare, costringendoci nei fatti a parteciparvi considerando l’imminente inizio del campionato”.

Bando di concessione che prevede per il Venaria Calcio: il pagamento del 50,1% delle utenze (acqua, gas, luce), la TARI oltre ad un canone annuale (IVA compresa) di euro 7.905,00.

“Fino ad oggi è stato possibile giocare – rivendica il presidente dell’ASD Venaria – solo perché, in assenza reiterata e colpevole del Comune, il Venaria Calcio ha “tamponato” la situazione; intervenendo, a spese proprie, per eseguire parte di lavorazioni (rifacimenti di parti del sintetico e spese di omologa) necessarie ad ottenere dalla Lega e dalla FIGC, quantomeno una proroga. Ma dal 01/07/2019 ciò non sarà più possibile. Gli organi preposti pretendono dalla proprietà (e quindi dal Comune, non dal Venaria Calcio), non possiamo proprio farlo noi, un rifacimento dei campi non più omologati, o quantomeno un progetto, con l’indicazione dei termini per il rifacimento”.

Se ciò non avverrà l’intera ASD Venaria non ha alcuna intenzione di attendere oltre. Tutto lascia intendere che la vicenda vedrà i toni del confronto alzarsi, in maniera esponenziale, sin dai prossimi giorni. Con le carte bollate che sono ormai dietro l’angolo.

“Questa missiva è l’ultimo tentativo per risolvere il problema in maniera consensuale. – tuona e conclude Domenico Mallardo – Se due parti sono intenzionate a trovare un accordo, il ventaglio di soluzioni è ampio. Se, invece, una delle· due parti continua ad essere sorda o rifiutare qualsivoglia tipo di soluzione si arriverà alla tragica conseguenza. E’ chiaro che, per volontà di tutta la società, il Venaria calcio non rimarrà soggetto passivo, in attesa di una decisione del Comune che non arriva. Verrà indetta, a breve, una conferenza stampa per descrivere, all’intero mòndo sportivo, la situazione incresciosa, intollerabile e incredibile in cui versa la nostra associazione. Verranno attivate, altresì, tutte le sedi legali competenti. Faremo tutto quanto è in nostro potere, comprese manifestazioni di piazza, per sopravvivere. Speriamo ancora in un incontro volto alla soluzione del problema, ma se ciò non accadrà, ripetiamo, questa volta il Venaria non rimarrà con un atteggiamento passivo, in quanto i termini stanno per scadere. Non si può più rinviare. Combatteremo con tutte le nostre forze per vedere riconosciuto il nostro diritto ad esistere ed a fare sport”.

LA REPLICA DELL’AMMINISTRAZIONE: “Nessuna irregolarità, nè malafede”

Da parte sua l’amministrazione comunale prova a dare delle spiegazioni rispetto a questo nuovo delicato caso che sta esplodendo e che rischia di minare ancor di più gli equilibri all’interno di una maggioranza che definire traballante è un eufemismo. Per bocca dell’assessore al Patrimonio, Angelo Castagno risponde alle accuse che ha mosso l’ASD Venaria: “Ho visto più volte il presidente Mallardo – ci dichiara l’assessore – e pur con tutta la simpatia che nutro verso il Venaria Calcio, non posso che rimarcare taluni aspetti eccessivi nelle sue espressioni. Eviterei, al suo posto, di usare parole quali: “comportamenti inqualificabili”, “malafede”, “costrizione alla partecipazione al bando” poiché parole troppo forti dinanzi a facili obiezioni”.

Sul bando precisa: “In primo luogo – commenta Castagno – direi che siamo ben contenti di come il Venaria calcio abbia e stia gestendo l’impianto “Don Mosso”. Lo scopo del bando lungo con scomputo aggiudicato loro (9 anni) era proprio quello di far sì che la società, come ha fatto, investisse sull’impianto i canoni, che in quel caso non sarebbero stati corrisposti al comune (per cui niente utili al comune!).Quanto alle utenze, la stessa comunicazione del presidente Mallardo specifica che il 50,1% sono a carico dell’ASD Venaria (come da loro offerta in sede di gara) e ciò significa che il resto è a carico della città (altro che utili). Per essere più efficaci diciamo che a carico dei contribuenti, ogni anno, grava qualche decina di migliaia di euro…(per cui perdite, altro che utili).

Sull’omologa dell’impianto e sulla conferma che la Giunta, probabilmente non all’unanimità, ha optato per non autorizzare i lavori di rifacimento: “Riguardo il rifacimento dei mantelli sintetici – spiega l’assessore -, mi preme sottolineare che il bando ha offerto delle strutture composite tra cui campi di calcio coperti da mantello sintetico nello stato in cui si trovavano all’epoca e che l’omologa è vincolante per le gare federali, non per l’utilizzo oggettivo dell’impianto (dove sta la malafede?) e che l’amministrazione comunale, più volte si è espressa in senso negativo al rifacimento dei mantelli, così come riportato dal sottoscritto al presidente Mallardo”.

Infine l’assessore Castagno termina il suo pensiero, quasi giustificando la presa di posizione del Venaria Calcio: “Bene fa, ritengo comunque, il Venaria Calcio a rivendicare il proprio ruolo sociale ed indicare la dimensione della propria attività al fine di richiamare l’attenzione della politica sull’impianto “Don Mosso” che, coerentemente con la sua impostazione sovradimensionata, oltre ad aver assorbito milioni e milioni di euro dei contribuenti per la sua realizzazione, oggi ne chiede altri centinaia di migliaia per poter continuare ad ospitare delle gare federali. A naso 60.000 euro annui per ammortizzare un mutuo decennale, ovvero circa 2 euro all’anno in capo ad ogni venariese”.

La vicenda appare solo agli inizi. Certo è che dovranno essere velocemente operate delle scelte, se necessario anche in sede di prossima approvazione del bilancio di previsione 2019, che permettano da un lato ad una fiorente assicurazione del territorio di continuare ad esistere, dall’altro che impediscano ad un altro pezzo della città, ad un’altra struttura di precipitare, in un prossimo futuro, in uno stato di degrado ed abbandono.