Pensieri di un sognatore

(Tommaso Servetto)

Mi sono chiesto tante volte se fosse giusto e opportuno intervenire sul tema dell’immigrazione.

Ho ritenuto di si perché oltre alla mia idea personale, che certamente non interessa a nessuno, sono avvocato e ritengo che sia compito di ogni avvocato alzare la voce per difendere i diritti umani universali.

Dal punto di vista personale certamente sono e sono sempre stato un sognatore cresciuto sulle note di “Imagine” di John Lennon ed ho sempre pensato che il mondo, la terra, è stata creata per tutti indifferentemente dal luogo dove uno nasce.

Immagina…… sopra di noi solo il cielo immagina tutte le persone che vivono per il presente.

Immagina che non ci siano nazioni non è difficile farlo: niente per cui uccidere o per cui morire neanche la religione immagina tutte le persone che vivono in pace.

Tu puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo…

Immagina che non ci sia ne sete ne fame, una fratellanza di uomini, immagina tutte le persone che condividono il mondo…

Tu puoi dire che sono un sognatore ma io non sono il solo”.

In questi giorni si sta sviluppando un grande dibattitosoprattutto politico, su chi può o non può entrare nel nostro paese. Ci vengono sbandierate grandi menzogne, si tenta di far credere che gli stranieri siano tutti criminali che invadono il nostro Paese per delinquere. Non è così. Ci sono mele marce tra gli immigrati come ci sono da noi e la generalizzazione è pura ipocrisia.

Ho imparato all’università che lo Stato è un popolo insediato su un territorio che si dà delle proprie regole. È questo il punto. Ritengo che ogni uomo che viene al mondo in qualunque parte di esso appartenga al mondo e si possa recare ovunque perché questo è un suo diritto universale, con l’unico dovere di rispettare le regole della comunità (Stato) in cui viene via via a trovarsi.

Non ritengo legittimo impedire a chiunque di accedere al nostro Paese o in qualunque Paese occidentale, perché tutelando il nostro puro egoismo acché non venga turbata la nostra serenità e capacità economica, si viene a violare un diritto universale dell’uomo.

Ma chi l’ha detto e dove sta scritto che se uno nasce in Africa non può andare in un’altra parte del Mondo o viceversa?

Se uno ha avuto la fortuna di nascere in un Paese occidentale e ricco non ha diritto di impedire a chi non ha avuto questo dono di accedere al suo Paese. Ha solo il diritto di vedere rispettate le regole di convivenza da parte di chiunque ma non di porre un divieto di accesso. Questo non è tutela del diritto è tutela dell’egoismo che appunto non è un diritto.

Ma poi a guardare bene la tutela del territorio avviene solo nei confronti degli “sfigati” perché i ricchi che arrivano all’occidente sono accolti a braccia aperte anche se arrivano su un barcone. Ma non sono extracomunitari e con pelle diversa anche loro o il denaro rende tutti uguali? Non parliamo poi se sanno dare calci ad un pallone sono divinità!

So che la mia idea non trova il consenso della maggioranza poco illuminata dei miei conterranei ma…. cosa volete sono un sognatore cresciuto sulle note di Imagine ma anche con l’insegnamento di mio nonno che mi ripeteva: “El sol ch’as leva as leva per tuti” (Il sole che sorge sorge per tutti).