Si è aperto un dibattito all’interno della città, ma ovviamente soprattutto all’interno della categoria dei commercianti. Il nostro viaggio di approfondimento, seppur agli inizi ha provocato stimoli e reazioni nelle  varie zone della cittá. Facendo partire una ridda di pensieri, di considerazioni che non devono essere lasciate cadere nel vuoto.

“Il commercio a Venaria deve essere rivitalizzato e ciò può avvenire immaginando e lavorando per una diversificazione merceologica delle attività che vada oltre l’aspetto, seppur necessario, della mera ristorazione. Attraendo nuovi potenziali investitori.”, ha spiegato Mattia Gurrieri, proprietario del negozio di abbigliamento “Royal” di via Mensa.

“È necessario, poi, far  vivere  la città, creare un senso di appartenenza,  farla conoscere  ai turisti,  i quali  arrivano da tutto il mondo  per  visitare  la Reggia, ma in pochi vengono coinvolti in tour che riguardano la visita anche del Borgo. Per iniziare, ad esempio, basterebbe  spostare  la biglietteria   nelle vicinanze  di  piazza Don Alberione,  dando la possibilità ai visitatori di passeggiare  nella via. I più vengono scaricati dai bus in viale Carlo Emanuele e neanche ci pensano di provate a farsi un giro. Poi è vero, sono state fatte dal Comune numerose  manifestazioni, ma dobbiamo sforzarci di dare continuità nella semplicità, magari con una fiera al mese. E questo deve essere organizzato in sinergia, coinvolgendoci prima e non solo informandoci a cose già fatte.”, ha concluso questo giovane che ha scelto di investire a Venaria, che ha evidenziato, nonostante tutto, una determinazione ancora grande.

Chi, sollecitata a dire la sua, è apparsa veramente decisa è Debora Giulivi, proprietaria del negozio di abbigliamento “Miche Moda” in viale Buridani: “In questo periodo di crisi  bisogna fare dei sacrifici, lavorare sodo,  tenere  aperte  le serrande  ed attirare nuovi clienti, ben venga   se  dovessero aprire  nuove attività. Più siamo e più diventiamo  visibili sul territorio. Sono dell’idea che bisognerebbe   creare  più iniziative per attirare  più  persone,  per incentivare il commercio locale. Un esempio potrebbe essere: diminuire il costo del suolo pubblico per permettere a operatori ed espositori  di rimettersi in gioco  nella nostra città. Il bando comunale  IM.PRO.VE.  può rappresentare una opportunità vera per rivitalizzare il tessuto  commerciale locale, ma deve essere accompagnato dalla costruzione di un piano che riguardi l’intero territorio cittadino”.

Il nostro tour si è arricchito di un’altra tappa: ma sono ancora in molti quelli che hanno deciso di metterci la faccia e di rappresentare il proprio pensiero. A loro abbiamo dato ascolto e voce. E di loro racconteremo nelle prossime settimane. Certi che ancora altri si aggiungeranno.