“Le strade di papá”, è il coronamento di un sogno. Lui è Giuseppe Puonzo, per me da sempre semplicemente ” Beppe”. 35 anni, venariese e responsabile presso la Tipografia Commerciale sempre di Venaria. È sposato con Federica, ed è padre di una bimba di due anni, Benedetta. Forse, questo dono, questa nuova vita, la straordinaria forza della vita ha contribuito ad accelerare questa voglia di scrivere un libro. Per dare forma alla passione per la scrittura:

“L’idea di scrivere un libro – ci racconta Beppe stamane, sorseggiando un caffè insieme – esiste fin dalle superiori. Ma oltre alla fantasia e alla creatività, serve una storia da raccontare. Così mi sono detto che quando avrei avuto una storia da raccontare, avrei preso la penna in mano seriamente, per provarci”.

I viaggi e le esperienze che Beppe ha potuto vivere in giro per il mondo nelle varie esperienze di missione fatte con i salesiani gli hanno permesso, oltre che a vedere posti nuovi del mondo, soprattutto di incontrare persone. Di conoscere storie, di sentire racconti, di ascoltare. Poi, è nata Benedetta.

“Sí, la sua nascita, – descrive sorridendo felice – ha completato sia me che mia moglie e credo che abbia dato spinta a questo mio desiderio. Lei con la sua quotidianitá, in mezzo, insieme  noi, ha dato concretezza e realtá a ciò che prima osservavamo intorno a noi. Infatti, il libro racconta la storia di questo papà, alle prese con la sua bimba piccolissima, arrivata in maniera avventurosa, che mentre impara a conoscere il mondo attraverso gli occhi della sua bimba fa tesono delle storie raccolte nel mondo per insegnarglielo”.

Si può parlare, quindi di una sorta di tributo di gratitudine a persone, bambini soprattutto, sconosciuti e che mai diventeranno famosi. “Certo, mi piaceva l’idea -spiega Beppe – di trasmettere che quello che sei e quello che sei stato sono indissolubilmente legati tra loro. Dopo aver fatto l’editing, il gruppo Alter Ego, con il suo marchio di narrativa Scatole Parlanti, mi ha convinto per il progetto editoriale che hanno pensato. Il libro sarà ai saloni del libro di Torino e di Roma”.

La prima presentazione, però, sará a casa tua, e sarà non in una libreria e non in una biblioteca: avverrá, sabato 3 marzo prossimo, alle 20,45, in oratorio, presso la parrocchia della San Francesco di don Gianni e don Thierry. “È stata una scelta voluta fortemente – racconta Beppe – perchè lì sono cresciuto, lì ho condiviso pezzi di vita con amici. Sarà bello trovare di fronte ragazzini ormai grandi che ricordo da piccoli e adulti che mi ricordano da ragazzino”.

Anche noi saremo presenti per raccontare questo particolare momento di comunità alla ‘SanFra’. Un ultimo sorso di caffè prima di scappare via ed un saluto carico di stima reciproca: chissà, già proiettato verso una nuova storia da scrivere e raccontare, con il nostro, il mio auspicio, di non dimenticare Venaria, di non abbandonare l’impegno civile che ha visto Beppe positivo protagonista in questi anni.

“A dire il vero – annuisce -, forse, una mezza storia c’è già e comunque non sarà la continuazione di questo libro. Caro Pino, c’è tanto bisogno oggi di sano, buon impegno civile in questo Paese. Voi continuate, dovete farlo. Io non sarò lontano”.

Beppe è già via. Sono lunghe, gioiose, faticose ed anche tortuose le strade di un papà.