Nuovo boom di turisti per la Reggia di Venaria che anche in questo week end pasquale sfiora i 32 mila visitatori risultando ancora una volta una delle mete più visitate su scala nazionale.

Non stupiscono più i grandi numeri della Reggia che ormai da anni infrange ogni record precedente, piuttosto – chi rimane perplesso – è il resto della Città che non pare percepire questo entusiasmo che ogni week end invade questo gioiello sabaudo.
Basta allontanarsi qualche decina di metri dalla piazza della Repubblica per capire che l’ondata dei turisti si ferma lì non riuscendo a pervadere il resto del Borgo.
Parcheggi e biglietteria limitrofi all’ingresso non incentivano a conoscere la nostra città che da Via Mensa si dipana nella sua straordinaria Piazza Annunziata per poi proseguire verso Piazza Vittorio e Viale Buridani.
Il problema della mancata ricaduta economica turistica sulla città è ormai annoso e non pare trovare soluzioni nemmeno con la nuova amministrazione comunale. E’ sufficiente  guardare la coda che domenica scorsa si avvitava su di sé di fronte alla Reggia per porsi ormai da anni  la stessa domanda: ma perché non spostare la biglietteria nel cuore di Via Mensa? Perché non consentire ai turisti in coda di apprezzare gli esercizi commerciali che arricchiscono la via e che vorrebbero poter beneficiare di una tale risorsa al pari delle altre città turistiche europee? E’ bastato fare un tour tra gli esercizi commerciali – come fatto dalla Gazzetta nelle scorse settimane – per capire che la situazione non è cambiata. La Reggia rappresenta un mondo a sé staccato dalla città che si fregia di ospitare un patrimonio immenso che però porta più disagi che benefici.

Ormai spostare i parcheggi è esercizio di pura fantasia, in attesa della realizzazione del Movicentro in viale Roma, e pertanto il problema dei turisti che continueranno ad essere scaricati e ripresi dai bus davanti all’ingresso non potrà essere risolto ma almeno la biglietteria andrebbe ripensata. Qualche centinaia di metri di distanza dall’ingresso non comporterebbe un grande disagio per il turista in paziente attesa mentre può incuriosirlo facendogli scoprire una realtà che ha voglia di confrontarsi con questo nuovo fenomeno turistico a cui non eravamo abituati.

L’incontro del turista con la città può favorire quella ricaduta economica sul tessuto commerciale cittadino che da anni manca e che potrebbe aiutare il commercio di prossimità in un momento storico di grande difficoltà, schiacciato com’è tra grande distribuzione e acquisti on line.