Giovanni Pasquale, venariese doc, è ritornato nella squadra della propria cittá dove ha preso il via l’esaltante carriera che l’ha portato a calcare importanti palcoscenici in Italia e in Europa. Un ritorno come gesto di riconoscenza verso la squadra dove ha mosso i primi passi, ma anche con un occhio al futuro, perché Pasquale può dare tantissimo alla società. Infatti, oltre ad aver assunto l’incarico di allenatore-giocatore della prima squadra, il campione venariese ha iniziato a seguire le squadre giovanili (classe 2003). Inutile dire che la sua presenza costituisce un motivo di forte richiamo per i ragazzi e che la sua esperienza può far crescere il vivaio venariese: «Credo che a Venaria si possa fare un ottimo lavoro sul settore giovanile – dichiara Pasquale – c’è un impianto che fa invidia a tante società del Piemonte e mi auguro di poter aiutare il nostro settore giovanile a diventare sempre più forte». Venaria punto di partenza e di arrivo ma in mezzo c’è stata una carriera ricca di soddisfazioni a cominciare dagli anni dell’Inter: «Ho esordito nel 2002 con Cuper: due stagioni da protagonista in campionato e in Champions League con la semifinale contro il Milan conclusa con l’amara eliminazione con due pareggi. Scesi in campo nella gara di andata subentrando nei minuti finali, mentre nella sfida di ritorno rimasi in panchina». Dopo due stagioni da protagonista, Pasquale non trova tanto spazio (anche se con il nuovo allenatore Mancini, i rapporti erano ottimi) e così all’inizio del 2005 lascia la società nerazzurra che due stagioni dopo inizia a dominare la serie A. Su questo aspetto Pasquale non ha nessun rimpianto. «Con i se e con i ma non si fa la storia: inutile chiedersi cosa sarebbe successo se fossi rimasto all’Inter». Anche perché Pasquale ha continuato a giocare ad altissimi livelli, sempre nella massima divisione: con le maglie di Siena, Parma e Livorno, prima di approdare all’Udinese. «In Friuli sono rimasto sette stagioni: ho bellissimi ricordi dei compagni, dell’allenatore Guidolin e della città. Per due volte abbiamo disputato i play-off di Champions League e poi siamo stati protagonisti in Europa League». Pasquale ha avuto l’opportunità di lavorare con grandi allenatori: «Difficile sceglierne uno: Cuper è colui che mi ha lanciato in A e da lui ho imparato l’importanza della preparazione atletica ma devo dire che tutti mi hanno dato qualcosa a cominciare da Guidolin, Mancini e Arrigoni che ho avuto al Livorno».