La notizia ha iniziato a girare già sabato in tarda serata e come sempre sono quelle notizie che non vorresti mai leggere che lasciano impreparati e spiazzano, poiché solo pochi giorni prima avevi avuto la fortuna di incontrarlo davanti alla macchinetta del caffè con un gruppo di colleghi. Oppure avevi disquisito, poche settimane fa, presso l’edicola di viale Buridani. Tenace e combattivo in ogni occasione, sempre aveva mostrato agli occhi di chi gli stava intorno tutta la sua voglia di rimanere attaccato alla vita. Achille Soncin aveva giurato che non si sarebbe arreso e che avrebbe vinto lui, nonostante la sofferenza di una malattia che dapprima toglie la dignità.

Fa paura nominarlo “il cancro” ma è quella bestia che ti prende e ti spegne lentamente, portandosi via tutto ciò che ti appartiene: il lavoro, gli affetti, la famiglia, gli amici, i colleghi, la vita!

Ci piace ricordare Achille impegnato in campo sociale dove negli anni ‘80 è stato presidente dell’attuale “Polisportiva Venaria” che all’epoca era denominata “Polisportiva Comunale”. Conosciuto nell’ambiente comunale poiché Soncin per diversi anni è stato il riferimento dell’ufficio CED nonché responsabile dell’Ufficio Statistiche.

Dipendente comunale in ruolo dal 1985 è stato rappresentante dei Lavoratori RSU CISL e negli ultimi anni RSU CSA. Carattere forte, a volte impulsivo non si è mai tirato indietro per difendere i diritti dei lavoratori. Matematico fino all’estremo, gli piaceva predisporre diagrammi e statistiche numeriche rispetto a qualsivoglia argomento.

Lascia la moglie Ileana, con la quale a giorni avrebbe festeggiato l’anniversario di matrimonio ed il figlio Yuri, con la moglie e l’amato nipote, che hanno seguito la sua malattia assistendolo e standole continuamente accanto con amorevole dedizione.

Achille pochi giorni prima di lasciarci aveva firmato gli atti per poter andare in pensione e godersi il meritato riposo ma la malattia lo ha sopraffatto e lo ha portato via a tutti noi. Buon viaggio Achille!