Sono trascorsi ormai due giorni da quando in tantissimi, parenti, amici e semplici conoscenti, hanno voluto salutarti per l’ultima volta, Beppe. Si sono stretti intorno alla tua famiglia, a tua moglie Martina, ai tuoi figli Andrea e Barbara, ai tuoi genitori Attilio e Bianca. Per cercare di alleggerirli di questo insopportabile fardello di dolore, conseguente alla tua improvvisa scomparsa. Un dolore sordo, ma colmo di dignità. Quella dignità che faceva parte del tuo modo di essere e di vivere ogni giorno. E che in un lasso di tempo breve, poco più di quattro anni, ho imparato a vivere, a conoscere. Sfruttando quelle volte che, ‘scroccandoti’ una sigaretta all’uscita del Consiglio, magari insieme a Nicola e Saverio, si riusciva a discorrere degli argomenti più disparati che caratterizzavano la vita cittadina, oppure delle vicende nazionali. Benchè non ci fosse una storica confidenza ciò che mi si è subito mostrato chiaro, è stato quel tuo modo garbato e rispettoso di ascoltare e di rapportarsi con chiunque ti si ponesse dinnanzi. Ma anche quel modo di essere preciso e puntuale, quasi ostinato, di fronte alle tue convinzioni. Tra i tanti, un momento in particolare mi è rimasto stampato in mente a descrivere qual è stato il tuo modo di intendere l’impegno civico: una sera di qualche anno fa, erano passate di molto le 22. E ci si trovava presso gli uffici di Saverio per discutere e preparare gli emendamenti da presentare in occasione del bilancio di previsione. Un lavoro da certosini, ripetitivo, che ai più poteva sembrare inutile. Ma, invece, ricordo i tuoi occhi attenti ed entusiasti di chi voleva dare il proprio contributo per migliorare e far crescere questa città. Non so se potessimo definirci amici, nel senso stretto del termine, certamente sei stato una persone che ho imparato a stimare. E a considerare. Ciao Beppe, mancherai! —Saverio Mercadante , Nicola Cuomo e Pino Capogna