Con la presentazione della mostra, il progetto “Memorie del territorio. Nuove prospettive su casa mia” ha raggiunto e messo un mostra  la sua manifestazione più alta, più coinvolgente. Ieri al teatro Concordia centinaia di ragazzi delle scuole cittadine hanno potuto farsi rapire dalla storia di pezzi della nostra città. Pezzi di storia visti con gli occhi dei bambini.
L’iniziativa portata avanti e fortemente voluta dall’associazione Divieto di Noia, con diversi incontri belle scuole, si è ispirata al lavoro sulla SNIA Viscosa della venariese Francesca Chiadò, che è diventata parte integrante della sua tesi di laurea, e che ora diventerà il contenuto di un suo libro.
Le ‘Memorie del territorio’ sono state presentate alle classi 4^ e 5^ della scuola primaria del primo e del secondo istituto comprensivo di Venaria. Si è potuto, così, approfondire tutta la parte riguardante la trasformazione del territorio dopo l’insediamento della Snia Viscosa, azienda specializzata bella produzione di filati. Prendendo coscienza della prima immigrazione degli operai venuti dal Triveneto, e approcciando le modalità di produzione della seta sintetica.
“I ragazzi hanno dimostrato molto interesse – ha commentata stanca ma felicissima, Marilena Cuna, presidente dell’associazione Divieto di Noia – verso un argomento che siamo riusciti a trattare a misura di bambino: sono stati insigniti quali ambasciatori della storia cittadina. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto. Abbiamo investito più di 1500 ore di volontariato che sono state ben spese. Auguriamo ai ragazzi di continuare ad interessarsi alla loro città in modo da avere in futuro dei cittadini consapevoli della storia del luogo in cui vivono”.
Altrettanto entusiasta Francesca Chiadò, ispiratrice di questo percorso di approfondimento: “E’ stata sicuramente una grandissima prova di merito e di bravura – ha spiegato – dei bambini che vi hanno partecipato, che hanno cantato, recitato poesie, ideato video e cartelloni, ma anche collage, plastici, presentazioni e giochi di società, e delle maestre che hanno sostenuto le attività con pazienza e costanza. Ma voglio sottolineare che tutto questo non sarebbe uscito dalla “carta” del mio futuro libro senza l’aiuto prezioso di Marilena Cuna e di tutti i volontari di Divieto di noia”.