Una lunga e cordiale chiacchierata, al rientro dalle vacanze estive. Dove è emersa tutta la tenacia, la passione, il puntiglio con cui affronta ogni giorno del suo mandato amministrativo.sia in Comune che in Città Metropolitana. Antonio Castello, sindaco di Pianezza dal 2011, al suo secondo mandato, è fatto così un determinato ‘buono’. Che in questi anni ha instaurato un rapporto schietto, sincero e basato sul rispetto reciproco con i suoi concittadini. Basta resterà nel suo ufficio con lui un paio di ore per rendersene conto: per scelta non vi è alcun filtro preventivo e qualsiasi pianezzese che ha bisogno di chiarimenti, informazioni, problemi bussa alla sua porta. E viene ascoltato. Non lasciato solo.

Nato a Enna nel 1970, dopo il Liceo Classico, si è trasferito a Catania dove ha scelto di studiare medicina, laureandosi in Medicina e Chirurgia con 110/110 e lode e proposta al premio Clemente. Nel 1996 ottiene l’abilitazione alla professione come medico chirurgo alla prima sessione. Nel 2004 viene equiparato a Medico Legale e delle Assicurazioni. Nel 2006 prende la Specializzazione in cardiologia presso l’Università di Milano con il massimo dei voti e nel 2012 viene nominato medico competente militare.

È sposato con Ivana ed è padre di due figli, Salvatore e Federico.

un impegno costante nello svolgimento della sua professione che ha traslato anche nell’impegno politico e civile, prima come amministratore di Pianezza e successivamente anche come consigliere della Città Metropolitana (ex Provincia). Ormai 7 anni in prima linea, a far fronte alle innumerevoli e sempre crescenti istanze e difficoltà di lavoratori e famiglie. Il più delle volte con strumenti e risorse inadeguate ed insufficienti. Da qui il suo appello agli enti sovra comunali: Governo e Regione.

“Molteplici sono le sfide da affrontare – spiega Antonio Castello – e le necessità a cui bisogna provare a dare soluzioni. Insieme. Ognuno con le proprie competenze e responsabilità. Ma in un spirito di collaborazione vera. Le istituzioni, ai vari livelli, e al di là delle appartenenze, devono lavorare per un interesso comune : i cittadini.

Le difficoltà a cui un Comune, con le innumerevoli sollecitazioni a cui quotidianamente deve far fronte, con strumenti spuntati e risorse sempre più limitate, sono sempre crescenti; il nostro augurio è che il Governo capisca che deve essere vicino alle esigenze vere dei cittadini e che sia disponibile a dotare i Comuni di strumenti adeguati per affrontare le problematiche,  che altrimenti, da soli, non potrebbero risolvere.

Come amministrazione siamo sempre stati pronti ad ascoltare e comprendere i  bisogni e intervenire su queste necessità. Molte di queste risposte, purtroppo, non possono essere date senza l’aiuto di chi ha le competenze a farlo. Senza un coinvolgimento di Regione e Governo. Per tale motivo è necessario un dialogo continuo tra enti locali e governo regionale e nazionale. Un confronto assiduo, continuo, di merito, che dia dignità alle stesse istituzioni. Che elevi anche il ruolo che siamo stati chiamati a ricoprire. Lo riempia di stimoli, di competenza, di consapevolezza e responsabilità. E, quindi, al contrario, non lo mortifichi. Non lo calpesti”