Eppure qualcosa si muove. Sia chiaro, nulla di cosí trascendentale. Dopo l’approvazione del terzo, ripetiamo terzo, bilancio previsionale; dopo il ‘siluramento’ di un assessore all’ambiente (con motivazioni che non sono mai state esplicitate con chiarezza), dopo che il costo della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti stabilmente da diversi anni si attesta intorno ai 6 milioni e mezzo di euro (13 miliardi delle vecchie lire); ma soprattutto dopo l’ennesimo aumento del costo del servizio che i cittadini si troveranno in bolletta (circa il 3% per le utenze domestiche). Ecco che l’attuale amministrazione dimostra perlomeno segni vitali anche in settori diversi da quello che riguarda eventi, festicciole ed affini.

Il 1 febbraio, nel quartiere Gallo-Praile, infatti, addetti Cidiu Servizi hanno consegnato   secchielli   e   contenitori  nuovi   per   la   raccolta differenziata rimuovendo la ‘vecchia’ dotazione. Ed in una nota che ha accompagnato la spettacolarizzazione dell’evento’, con tanto di immancabile foto con assessore messo in posa, in stile comparsa di sceneggiatura cinematografica, l’amministrazione fissa gli obiettivi: “Rivalutazione dei volumi – scrivono – e conseguente sostituzione contenitori di capacità adeguata a norma vigente; ove sia possibile si procederà con l’internalizzazione dei contenitori; a seconda dello spazio interno disponibile e in ragione dei quantitativi prodotti, le abitazioni mono/bi familiari o simili saranno dotate di appositi secchielli secondo le esigenze; in altre abitazioni dove non ci sono spazi interni, verranno consegnati contenitori con chiave che permettono un maggiore controllo sul conferimento”.
Qualcuno, probabilmente in uno slancio di troppa euforia, dopo 3 anni di quasi immobilismo in cui si è capito (grazieiddio) che era ‘cosa buona e giusta’ migliorare la percentuale di differenziata, si è lasciato andare a toni trionfalistici: “Parte una vera e propria rivoluzione”. Nei fatti, e molto più obiettivamente si ripropone, o si cerca di farlo, il sistema porta a porta ‘spinto’. Insomma un ritorno al passato. Una minestra che, peraltro, aveva visto i comitati di quartiere (nel 2009) inscenare veementi e vibranti proteste contro tale scelta. Molti ricorderanno il corteo sotto il palazzo comunale con tanto di bara e striscioni.

Il tema centrale della vicenda rimane sempre lo stesso: “Ogni volta ci raccontano – spiegano amareggiati alcuni cittadini di Gallo Praile – che differenziare i rifiuti avrebbe avuto come conseguenza la diminuzione del costo del servizio, invece, vediamo che le bollette continuano a crescere”. Ed ancora, altri residenti sui social: “Hanno tolto i bidoni piu grandi per darci quelli piccoli; ha un senso se aumento i giorni di ritiro altrimenti finiremo in una discarica”. Un altro abitante è perentorio mentre evidenzia una potenziale contraddizione: “Alla fine di ogni mercato tutta l’immondizia (cartone, legno, plastica, frutta, verdura ecc..) viene regolarmente mischiata, senza che il Comune obblighi gli ambulanti a dividerla per poter fare la raccolta differenziata, mentre rompono i maroni sempre ai soliti. Ma io dico ci va tanto per fare questo?” I cittadini paiono più attenti di quanto si possa immaginare: “Abbiamo speso centinaia di migliaia di euro per le isole interrate ed ora che ne facciamo?”
Per contro dal Palazzo sembrano più intenti ad addossare responsabilità e colpe ad altri, a chi c’era prima, in questo fastidioso gioco delle parti:
“L’obiettivo è migliorare la raccolta nell’ottica del raggiungimento del 65% di Raccolta differenziata, rimediando agli errori del passato” ha affermato il sindaco Falcone. Ma gli errori a cui porre rimedio sono anche quelli commessi in questi ultimi tre anni? D’altra parte lasciando il quartiere Gallo Praile una signora anziana salutandoci dall’uscio della propria casa ironicamente ci domanda: “Ma riuscirò a pagare per quanti rifiuti effettivamente produco?” Ecco la vera sfida. Il vero coraggio. La vera rivoluzione: la tariffa puntuale.