Sono ‘accampati’ da oltre 3 mesi. Per ragioni di sicurezza sono stati trasferiti negli uffici accanto. Nei locali del servizio elettorale. La storia è quella che stanno vivendo i dipendenti dello ‘stato civile’ del Comune di Venaria. Dal giorno in cui si sono ripresentate infiltrazioni dal soffitto sono stati trasferiti. Transennata tutta l’area e resi inaccessibili i locali. Perché non sicuri. Le stanze sono inagibili. In attesa di un nuovo intervento di recupero e messa in sicurezza che dovrebbe ammontare a poche migliaia di euro. Che dovrebbe essere sempre prossimo, ma intanto i lavori non iniziano. I dipendenti possono accedere all’archivio per prendere i registri solo accompagnati dal geometra della Gesin/Vera. Intanto gli spazi, gli armadi sono sempre più insufficienti per contenere la mole di documentazione che ogni giorno si produce. Sembra che lo stesso segretario comunale, negli ultimi giorni, si sia mosso per sollecitare l’intervento e ripristinare una minima condizione di lavoro dignitosa.

Andando indietro nel tempo, però,  abbiamo provato a ricostruire la vicenda. Che nasce circa 2 anni fa quando in seguito ad una indagine tecnica sulle condizioni degli edifici comunali, era emerso che anche diversi locali del Municipio (oltre ovviamente a diverse scuole cittadine) necessitavano urgentemente di un intervento. Tra le altre la sala giunta ed anche l’anagrafe. Si era intervenuti con due differenti modalità. Laddove il problema era più limitato, installando una rete antisfondellamento; laddove la criticità  era più diffusa con la realizzazione di un controsoffitto antisfondellamento, una sorta di cartongesso più robusto.

Nella fattispecie, sotto al piano rialzato, allo stato civile, si era proceduto con questa ultima modalità. Rendendo i locali idonei. Senonché, nel luglio scorso, durante un weekend, si è rotto un tubicino dell’acqua che alimentava la macchinetta del caffè e delle bibite sita al piano superiore. Fino al lunedì mattina l’acqua si è infiltrata fino al piano sottostante, rendendo di nuovo inagibili quei locali. Da allora sono stati informati tutti gli uffici competenti per ripristinare la controsoffittatura.

Interpellata la ditta che precedentemente era intervenuta sui tanti locali comunali, sembra non abbia ritenuto conveniente intervenire su un lavoro di così piccole dimensioni. E così Gesin/Vera si sarebbe rivolta verso altre aziende del settore. E finalmente, a breve (speriamo), l’opera di ripristino partirà.

Ma in tutta questa storia, un altro elemento da un lato fa sorridere e dall’altro intristisce. Questo lavoro non rientrerebbe nelle manutenzioni ordinarie, ma sarebbe un danno in seguito ad incidente. E quindi soggetto ad eventuale copertura assicurativa. Ma, pare, che nessuno, ad oggi abbia fatto una richiesta danni a chi il danno lo ha creato.