“Non è assolutamente un servizio accettabile”, il tono è perentorio, arrabbiato. I tanti genitori, studenti e lavoratori sono davvero stufi di dover continuare a subire un’ingiustizia. Si, perché ormai non si tratta più solo di un disservizio, ma di un’ingiustizia. La vicenda della linea bus VE1, in particolare, ha travalicato i limiti della sopportazione. Con una frequenza ingiustificata le corse ‘saltate’ si ripetono. Costringendo lavoratori e studenti ad arrivare sul posto di lavoro e a scuola in ritardo. Provocando i rimbrotti di datori di lavoro e insegnanti. “Delle quindici giustificazioni del libretto di mia figlia almeno dieci sono per colpa del pullman che non passa come previsto”, ci spiega una mamma ormai sull’orlo di una crisi di nervi.

La storia è sempre uguale. La fascia maggiormente incriminata è quella che va dalle 7 alle 7,15. I cittadini sono alla fermata. Restano in attesa. Il bus non arriva all’orario stabilito, l”app’ di GTT non segnala alcun imprevisto. La corsa salta. E quindi chi può torna a casa, butta giù dal letto qualche parente, che magari ancora in pigiama prende l’auto e si catapulta in direzione del plesso scolastico. Altri rimangono in attesa alla fermata. Per loro, molto spesso, le sorprese non sono finite: “È proprio così – spiega un papà fuori dai gangheri – perché quando arriva il bus successivo è stracolmo e non si riesce neanche a salire”. La conseguenza è inevitabile: “Anche oggi mia figlia ha perso la prima ora”. Uno dei tanti messaggi che abbiamo ricevuto dopo aver sollevato il caso. Messaggi che testimoniano quanto il trasporto pubblico cittadino sia percepito come insufficiente.

D’altra parte il risultato del sondaggio che abbiamo voluto lanciare, seppur su un campione limitato di risposte(187 voti), dà comunque il senso di quanto e come viene percepito il servizio: scarso per il 92%.

Il Servizio Reclami Gtt, nei giorni scorsi,  ha così risposto ad alcuni:

“Nel prendere nota delle sue osservazioni, dispiaciuti per il disagio subìto servendosi della linea Ve1, abbiamo disposto verifiche sull’accaduto al fine di evitare il ripetersi di simili inconvenienti e garantire il più possibile il rispetto degli orari programmati”.

“Eppure  paghiamo un abbonamento annuale di circa 300 euro”, sbottano in tanti “per avere questi mezzi che prendono fuoco, si rompono, o piove dentro? E soprattutto creano disagi?”

Crediamo che scoperchiato il pentolone, si debba approfondire e controllare. Perché, se è vero come è vero, che la competenza del servizio è dell’Agenzia della mobilità piemontese che eroga il servizio per mezzo di GTT, il Comune di Venaria ha un ruolo fondamentale: quello di verificare e controllare che gli accordi contrattuali pattuiti e sottoscritti vengano rispettati. Non ci pare da quanto raccontano gli utenti che sia stato finora così attento.

 Si, perché il Comune per ricevere il servizio di trasporto pubblico versa un contributo di circa 220 mila euro all’anno.

Ci chiediamo quindi se non sia il caso di contestare tutte le inadempienze riscontrate. Puntualmente. Annotarle e a fine anno decurtare questi mancati passaggi dal totale che la Città deve dall’Agenzia della mobilità.

Sarebbe un primo passo. Un segnale forte di vicinanza nei confronti di studenti e lavoratori.”Ci si sciacqua la bocca parlando di mobilità sostenibile, ma poi non siamo in grado di garantire i servizi elementari”, chiosano in tanti facendo balenare la volontà di provare anche altre strade: “Se la situazione dovesse continuare in questo modo, stiamo verificando se ci sono le condizioni per una sorta di azione legale collettiva nei confronti di chi deve garantire il servizio”., il monito che sembra più una sentenza.

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