L’altra mattina, mettendo piede nel salone polivalente e nella palestra della scuola dell’infanzia Barolo ad Altessano, si è percepito immediatamente che non sarebbe stata una giornata come le altre, che sarebbe stato un tempo che avrebbe regalato emozioni e sentimenti non comuni. Un’occasione di interazione straordinaria fra genitori, bimbi e docenti partendo da un tema dedicato: la fotografia. ‘World Children’ il tutolo del progetto fortemente voluto e realizzato dalla direzione e da tutto il corpo docenti. Un’intera giornata trascorsa fra attività, mostre, costumi e laboratori. Attenti ad accogliere la passione per le foto di Daniele Romeo, collaboratore di diverse ONG e testimone di altrettante missioni umanitarie, e Massimo Di Gifico, innamorato pazzo della natura e di ogni specie di animali. Coinvolti nel comprendere quanta forza è racchiusa in un solo fotogramma. Come ogni scatto abbia la capacità di far rivivere, descrivere e raccontare. Il potere di trasportarti in un attimo dall’altra parte del mondo. Ed eccoci in Africa del Sud. In Namibia e Botswana. A contatto con ghepardi, leoni, zebre, giraffe, rinoceronti ed elefanti. Stupendamente immortalati dalle doti di Massimo. È stato un attimo ed è sembrato di essere lì, nella savana o sotto la via lattea: meraviglia pura era stampata sui volti di ogni bimbo.

Ma ecco che subito dopo, altre immagini ti hanno catapultato a toccare nuove sensibilità, semplicemente alzando lo sguardo al soffitto e incrociando quegli occhi di bimbi che parlano, che raccontano restando immobili, sospese in alto. In silenzio. Dieci immagini scattate incredibilmente da Daniele. Dieci storie. Dieci luoghi del mondo e dieci realtà differenti ma uguali: Libano, Camerun, India, Myanmar, Kenya, Bolivia. Filippine, Brasile, Cambogia e Mongolia.Ti guardavano, ti spogliavano, mettendo a nudo l’inadeguatezza, la superficialità e l’egoismo dei nostri giorni, di questo mondo.

Però quegli occhi di quei bimbi sono gli stessi dei nostri figli. Ma i loro sguardi impressi su quelle stampe appese e le loro pupille così urlanti parlano di stenti, di dolore, di fatica e di sacrifici. Ma anche, forse di più, di semplicità, di gioia nel godere delle piccole cose. Apprezzando, accontentandosi e restando lo stesso felici di quel poco che hanno.

Ecco, gli occhi dei nostri bimbi non sempre hanno questa consapevolezza. La consapevolezza della fortuna di essere nati qui e non in altri luoghi del mondo più disagiati. Uno stato d’animo che dobbiamo interiorizzare, ancor prima noi genitori, per vivere e far vivere con pienezza ogni giorno di questa nostra vita. Dando amore e portando il giusto rispetto a cosa ci sta intorno, a chi ci sta vicino. Sforzandoci di regalare anche solo un sorriso vero, semplice e sincero. Comprendendo e trasmettendo innanzitutto ai nostri figli, a quelli che domani dovranno farsi carico di vivere questo mondo sempre più in preda a deliri, sempre più senza valori e principi, questa opportunità che abbiamo e hanno avuto come vera occasione di crescita, di condivisione, di insegnamento. Per restare ancorati alla realtà. Sapendo che non tutto è dovuto. Dove ci devono essere spazi per rinunce e sacrifici. Con la convinzione che quello attuale, per risollevarsi davvero, è un tempo dove si deve ritornare ad essere più umani.